Sette Spose per Sette Fratelli

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18 gennaio 2016 di Ile3nia

Finalmente ritorno a scrivere.

Ho trascorso una settimana in agonia, dove il mal di testa, il mal di gola, e i continui brividi l’hanno fatta da padrone.
Eh sì! L’influenza non mi ha dato scampo.
Niente computer e quindi niente post.
Ma solo la visione di tutti i film possibili e inimmaginabili.

Tra questi ho rivisto “Sette spose per sette fratelli” del lontano 1954 diretto da Stanley Donen.
Era da una vita che non mi ricapitava tra le mani.

Per chi non lo avesse mai visto, preciso che è un musical.
Adamo cerca moglie, ma più che altro per essere servito e riverito.
Il classico maschilista senza vergogna.
Vuole la schiavetta che tenga pulita la casa, tagli la legna, cucini da masterchef e sia PURE felice di vivere al suo fianco.
Milly, giovane ingenua, viene colpita dalla sua proposta di matrimonio.
Adamo è un uomo bello, giovane, muscoloso e… okay.
Basta e avanza per immaginare folli notti d’amore.
Quindi la furbetta accetta di sposarlo.
A cerimonia conclusa, i due novelli sposi si accingono a partire per la loro casa, che si trova in un punto sperduto della montagna.
Durante l’inverno saranno costretti alla solitudine più assoluta, perché la neve impedirà di muoversi con il calesse, e dovranno aspettare la primavera per ritornare in paese. Mesi interi senza vedere amici, sconosciuti. Nessuno!
Bene, pensa Milly, le si illuminano gli occhi pensando di stare sola soletta con lui, senza che nessun ospite sgradito si presenti in casa…

Ma la nostra protagonista non sa che una volta giunti a destinazione, conoscerà non uno, non due, nemmeno tre… ma SEI fratelli! E TUTTI vivono con Adamo!
Sai com’è, sono quei dettagli che non fanno la differenza, quindi poco importa se il suo sposo si è dimenticato di dirglielo.
Cosa vuoi che sia.
Milly si arma di pazienza e comincia a pulire casa che in realtà è un porcile, lavare le mutande dei cognati e a cucinare per poi ribaltare la tavola in un momento di sclero, perché i giovani fratelli non sanno usare le posate.
Si arrabbia col maritino, costringendolo a dormire fuori dalla finestra, su un albero, ma tempo quanto… un minuto? Ci ripensa e lo invita a dormire insieme a lei.
E’ il minimo! Almeno che faccia il suo dovere.

Il giorno dopo manda i cognati a lavarsi e a sbarbarsi. Non si possono vedere in quello stato, su.
I ragazzi finalmente si presentano per la colazione com-ple-ta-men-te ripuliti.
Miracolo! urla Milly mentre serve la colazione.
Sono tutti belli, meglio di Adamo… quasi, quasi… ma ha un’idea ancora migliore… Si devono levare di torno!
Si devono fidanzare e sposare il prima possibile.
Insegna un po’ di buone maniere, i balli di coppia e a sparare qualche frase stile conquistadores.
Sono pronti per l’unica festa annuale del paese.
O la va o la spacca.
Si presentano tutti e sette all’avvenimento dell’anno, e Milly tira un sospiro di sollievo quando all’arrivo ci sono ad attenderli sei ragazze che
– casualmente – si trovavano lì. Precise precise.
I sei giovani single ringazzulliti dalle belle fanciulle che non disdegnano il loro corteggiamento, decidono di passare alla fase successiva per far sì che l’amore faccia breccia nel loro cuore.
E un uomo, figuriamoci in sei, cosa può pensare di così ingegnoso per stupirle effetto “Stranamore”? Semplice, rapirle!
Le trascinano fino a casa loro, provocando una valanga per impedire che i parenti e gli amici possano salvarle, ed è un miracolo che non ci scappi il morto. Il modo migliore per conquistare l’affetto dei suoceri.
E beffa delle beffe, quando Milly si rende conto di quello che hanno combinato, si arrabbia con i fratellini e prende con sé le fanciulle.
Segregate in casa. I ragazzi invece dormiranno nella stalla.
Adamo fa l’unica cosa intelligente che gli viene in mente. Se ne va, scappa in una baita ancora più lontana, e non vuole sapere di nulla e nessuno.
Si è rotto le scatole.

Il finale non lo rivelo, perché non mi piacciono gli “spoiler”.
Scherzi a parte, mi sono divertita a dissacrare il film, ma giuro e spergiuro che è piacevole da vedere. GIURO.

 

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