Panchine solitarie

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3 aprile 2016 di Ile3nia

Adoro le panchine nei parchi, perché immagino che abbiano sempre una storia da raccontare.

Le vedi solitarie, ma è perché sono in attesa del prossimo protagonista di cui raccogliere i pensieri, i drammi, i dolori nascosti.

L’idea della panchina è quella del riposo. Mi siedo per rilassarmi qualche minuto, magari dopo una camminata nel parco. E circondata dal verde e dal cinguettio degli uccelli, la mente si sente finalmente libera di riposarsi. 

O magari è testimone di un incontro con la persona amata. Due coccole e la voglia di stare insieme. Non mi piace pensare agli addii. Lei seduta e lui in piedi intento a cercare le parole giuste per lasciarla. Chissà quante volte sarà capitato. Quante lacrime avrà raccolto nel corso del tempo… E non poter fare nulla per consolare chi stava male in quel momento.

Mi piace pensare al nonno che si riposa, mentre il nipotino gioca con la macchinina. Una vita vissuta tra guerre, perdite, la consapevolezza di essere sopravvissuti, la pace ritrovata, la famiglia e finalmente godersi la pensione.

Se le panchine potessero parlare, non finirebbero mai di stupirci con le storie di vite vissute intensamente. 

Ogni tanto dovremmo soffermarci e provare ad ascoltarle… Potrebbero regalare piccole e preziose lezioni da tenere custoditi nel nostro cuore… Chissà…

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