Antiche Voci Da Salem

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10 ottobre 2016 di Ile3nia

Venerdì sono passata dalla libreria per curiosare un po’ e mi ha dato subito nell’occhio un libro che non avevo mai visto o sentito parlare: “Antiche voci da Salem” di Adriana Mather. Ho girato ancora tra gli scaffali, ho tirato fuori altri libri, ma poi una vocina mi ha detto in modo insistente di ritornare indietro e di comprarlo. E così è stato. Dopodiché, ho trascorso la mattina insieme a mia sorella, tra una vetrina e un caffè, fino a farmi accompagnare a prendere una stampante del negozio. E lì, sicura di cavarmela da sola, mentre la sistemavo in macchina, mi sono sforzata un po’ troppo e zac… tanto per rimanere in tema… colpo della strega?
Per fortuna no, ma la “forza oscura” che credevo di possedere, in realtà si trattava di “sforzo inutile” e il mio pomeriggio è andato a farsi benedire sdraiata sul divano, tra urletti doloranti e il cerchio alla testa come se l’avessi sbattuta nel muro. E il tutto per aver sollevato una stampante. Allorché (mi piace!), bloccata com’ero, ne ho approfittato per leggere il libro.

La trama è questa: l’adolescente Samantha Mather insieme alla matrigna Vivian, è costretta a vendere l’appartamento di New York per sostenere le cure del padre, misteriosamente in coma. Unico posto per andare a vivere, è il paese di origine della sua famiglia paterna, che si trova udite udite… a Salem. Un po’ come tutte le storie adolescenziali, nuova città, nuova scuola, nuove conoscenze. Purtroppo però non viene accolta proprio bene dai suoi compagni di classe, anzi nemmeno… da tutta la scuola! Altro che “Twilight”!

La povera Samantha ha quel cognome che “tradisce” le sue discendenze con Cotton Mather, principale istigatore nel processo delle streghe. Dopo pochi giorni di scuola viene giudicata “maledetta” dal gruppetto degli Eredi di quelle streghe che furono impiccate nel lontano 1692… La tormentano con provocazioni da psicopatici, affinché decida di lasciare il paese per sempre. Da quando è arrivata in paese, strani eventi, e un susseguirsi di morti, uno dietro l’altro, stanno stravolgendo la tranquilla vita di Salem.

Gli unici ad averla accolta in modo decente sono la signora Meriwether, cara amica del padre, il figlio Jaxon, che strano ma vero, è bello e buono. Inoltre sarà aiutata da un affascinante spirito, Elijah (dai capelli scuri), che condurrà la nostra protagonista alla ricerca della verità, che ponga fine una volta per tutte alla maledizione sui discendenti.

Gli ingredienti ci sono tutti, eh, e io mi sono già fumata il libro nel giro di due giorni.
Confesso che prende bene. Soprattutto per vari motivi: la scrittura è semplice e scorrevole, come piace a me. L’ambientazione e l’accurata documentazione dell’autrice sui fatti storici, rendono ancora più intrigante la lettura. Infatti, nella storia stessa si leggono nomi e aneddoti realmente accaduti ai tempi del famoso processo del 1692.

Il nome dell’autrice è tutto un programma: Adriana Mather, diretta (12^ generazione) discendente di Cotton Mather (12.02.1663 – 13.02.1728) conosciuto soprattutto per il suo sostegno nei processi di Salem.

Salem… cosa lo dico a fare? Adriana prende spunto dalle proprie origini per raccontare una storia che ha dell’incredibile, trattando del presente e del passato; si menziona la storia processi del 1692, a causa dei quali 19 persone e pensate un po’, 2 cani furono impiccati, 1 persona è stata schiacciata e altre 4 morirono in prigione. Si leggono nomi di persone realmente esistiti, come appunto Cotton Mather o Giles Corey; 

Giles Corey (1612 – 19.09.1692) accusato di stregoneria, si rifiutò di confessare sia il proprio stato di innocenza o di colpevolezza. A ottant’anni si ritrovò spogliato, in una buca e due assi di legno sul petto. Poco alla volta misero sopra pietre sempre più pesanti fino alla morte per schiacciamento del torace. Per tre volte gli fu chiesto se innocente o colpevole di stregoneria e lui rispose solo con “Altro peso”…

La curiosità mi spinge ad approfondire via via che leggo.
All’interno del libro anche una mappa dell’antica cittadina di Salem.
Devo studiarmela per bene, non si sa mai che un giorno prenda la mia scopa e decida di volare sopra le sue case alla scoperta di nuovi misteri. 

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