2 – Sguardi

Non ti voltare! Non ti voltare!

Non potrei sopportare di rivederti così a distanza di… quanti anni? Cinque? Quasi sei!

Il tempo è volato in un istante per ritrovarsi imbottigliati nel traffico a pochi metri l’un dall’altro.
Tu con un’altra che non sono io.

Mille pensieri mi passano per la mente mentre le macchine non si sono mosse di un millimetro.

Lo squillo del cellulare si intromette burrascoso nel mio passato per riportarmi nel presente.
Il mio boss, Carlo, mi sta cercando.

“Buongiorno. Oggi mi sa che ti toccherà lavorare in macchina. Hai il Pc con te?”

Lo sa che non me separo mai.

“Certo. Mi collego subito almeno finisco la pratica per la locazione degli immobili e te la invio.” Prendo la mia ventiquattrore e tiro fuori il computer. Controllo che ci sia linea e…

“Sono operativa”

Carlo ride all’ improvviso.

“Cos’è successo?” chiedo incuriosita.

” Lo hai fatto apposta, eh. Lo sai che in tarda mattinata arriverà il Consiglio e ci terrà sotto torchio per ore… Non avrò la mia assistente personale per scaricare tutte le incombenze a cui mi sottoporranno i soci anziani. Questa te la farò pagare cara”.

Ridiamo insieme e ho quasi le lacrime agli occhi.  Tra il caos e il tatuaggio di Marc avevo dimenticato che oggi era una giornata particolare in ufficio. I membri del consiglio avevano deciso per una visita a sorpresa. Che poi sorpresa non era, perché avevamo avuto una soffiata dalla fidanzata di Carlo, nonché segretaria di uno dei soci. Ci eravamo organizzati al meglio per non farci trovare impreparati al loro arrivo. Avremmo finto stupore e li avremmo accolti come se niente fosse.
Ma non avevamo programmato il mio blocco nel traffico. A questo punto però non mi lamentavo più. Non mi era andata tanto male, c’era chi stava peggio.

“Ci aggiorniamo più tardi. Fammi sapere come procede.”

Chiudo la telefonata. Sto ancora ridendo mentre gli invio la pratica per email.
Alzo lo sguardo per controllare se la situazione si è sbloccata.
Mi si ghiaccia il sangue. Ibernato. Non respiro.

Due occhioni sgranati e neri come la pece mi stanno fissando increduli.

I brividi mi scorrono per le braccia, piedi, gambe, schiena, collo, capelli, non so nemmeno io in quale sequenza. Non lo so.
Il cuore mi batte forte, senza sosta. Sono confusa.
Vorrei scappare, ma dove? E come?! A piedi?
Lo guardo e gli sorrido.

Finalmente dopo tutti questi anni i nostri sguardi si incrociano di nuovo.

Translate

Copyright © 2015 - 2017 Tutti i diritti riservati Sogno nel mezzo di un racconto by Ile3nia
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: